Guerra e incertezza pesano sui conti del settore del lusso
Gli analisti vendono opportunità di crescita con investimenti e intelligenza artificiale
Il settore del lusso ha chiuso la prima parte dell'anno con una performance non brillante, principalmente a causa degli effetti della guerra in Medio Oriente e da un clima di fiducia dei consumatori che resta debole. E' quanto emerge da una analisi di Bloomberg Intelligence che vede una prospettiva di crescita, nel lungo periodo, attraverso investimenti e intelligenza artificiale. Il secondo trimestre, secondo Barclays, si è rivelato nel complesso migliore del previsto, con una crescita organica superiore di circa 200 punti base rispetto alle aspettative. Le prospettive per la seconda parte dell'anno appaiono non negative. La spesa nel settore del lusso, infatti, è rimasta forte nel mese di luglio, con un aumento dell'11,1% su base annua e un'accelerazione rispetto a giugno (+8,0% su base annua), pur registrando un rallentamento rispetto al primo trimestre nel suo complesso, che aveva registrato un aumento del 16,4% su base annua. La persistente incertezza nelle relazioni tra Stati Uniti e Iran rimane il "principale elemento di attenzione per il settore", spiega Flavio Cereda, investment director Luxury Brands di Gam. "La crescita del comparto del lusso - aggiunge - è stata frenata soprattutto dall'incertezza geopolitica, più che dalla debolezza della domanda sottostante".
O.McCarthy--IP