Cuba, 'le riforme non cambieranno il modello politico'
Il presidente Díaz-Canel, 'no a piani neoliberisti'
Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha dichiarato che le riforme varate per affrontare la crisi dell'isola non prevedono modifiche al sistema socialista. Durante la chiusura del 22esimo Congresso della Centrale dei Lavoratori di Cuba, il leader ha respinto le pressioni esterne: "È chiaramente visibile l'articolazione dei nemici della Rivoluzione per attaccare questo processo, cercando di promuovere proposte di orientamento neoliberista ed esigendo cambiamenti nel modello politico cubano che non avranno mai spazio nel piano di trasformazioni economiche e sociali che abbiamo intrapreso". Il pacchetto di 176 misure, recentemente approvato, include l'apertura alle banche private, l'attrazione di capitali dalla diaspora e la riduzione graduale dei sussidi. L'evento sindacale ha riunito 759 delegati, 561 dei quali collegati in videoconferenza a causa dell'emergenza energetica che affligge il Paese. Durante le sessioni è stato discusso il nuovo Codice del Lavoro, che andrà al voto a luglio. Le modifiche prevedono l'impiego eccezionale di adolescenti tra i 15 e i 18 anni, il doppio lavoro e turni ridotti retribuiti in modo proporzionale. Il sindacato, che conta 2 milioni e 69.285 iscritti, ha infine nominato una nuova segreteria composta da 13 membri e guidata da Osnay Miguel Colina.
T.Clohessy--IP