The Irish Press - Barbera, 'una sola donna in concorso a Venezia, minimo storico negli ultimi anni'

Barbera, 'una sola donna in concorso a Venezia, minimo storico negli ultimi anni'
Barbera, 'una sola donna in concorso a Venezia, minimo storico negli ultimi anni'

Barbera, 'una sola donna in concorso a Venezia, minimo storico negli ultimi anni'

'Calo inquietante" proposte al femminile, "scegliamo in base alla qualità non al genere"

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Alla Mostra di Venezia dell'anno scorso le cineaste in gara per il Leone d'Oro erano tre, Kaouther Ben Hania, Shu Qi e Valérie Donzelli. Quest'anno invece alla 83/a edizione (2-12 settembre) ci sarà una sola regista tra i 20 titoli nel concorso, la danese-egiziana May el-Toukhy (già premiata al Sundance nel 2019) con Woman Unknown. "Siamo stati noi i primi a essere colpiti da questo esito. Abbiamo sperato fino all'ultimo, disperatamente, scusate il gioco di parole, di trovare film al femminile di qualità adeguata da poter competere all'interno del concorso principale. Ce n'è uno solo, è il minimo storico di questi ultimi anni" ha commentato il direttore della Mostra Alberto Barbera rispondendo ai giornalisti dopo la presentazione della edizione 2026. "La Mostra del Cinema di Venezia è stato il festival internazionale che ha premiato, dal 2020 in poi, il maggior numero di film realizzati da donne - sottolinea -. Più di Cannes, più di Berlino, più di altri. Quindi, certamente non possiamo essere accusati di essere disattenti al problema di genere o distratti rispetto all'esigenza di valorizzare la creatività femminile. Alla guida delle tre giurie principali di Venezia di quest'anno ci sono tre donne" ricorda. Inoltre "le donne sono ampiamente rappresentate anche nelle altre sezioni del festival, in misura massiccia nei cortometraggi, in misura sostanziale in Venice Immersive, ma in misura significativa anche in Orizzonti. Il fatto è che noi, come ripeto ogni anno, siamo l'ultimo anello di una catena che parte molto prima" sottolinea. "Non siamo noi che gestiamo le scelte produttive, non decidiamo i budget da mettere a disposizione delle registe. Noi riceviamo i film. Quest'anno la percentuale di film realizzati da donne sottoposti alla selezione di lungometraggi di finzione, alla Mostra del Cinema, era minore del solito. Intorno al 24%, i dati li trovate in cartella stampa, rispetto al quasi 30% dell'anno scorso. Una diminuzione inquietante - riflette -, visto che invece da alcuni anni tendeva a crescere il numero delle donne registe. Che cosa è successo? Non ve lo so dire". Barbera crede "che sia anche difficile capire perché ci sia una percentuale così ridotta di donne registe attive oggi. Noi abbiamo ricevuto meno titoli, la qualità ci è sembrata in molti casi non adeguata. Abbiamo accettato il fatto che ci fosse un solo film nel concorso principale. Mi auguro che la nostra storia, almeno quella di questi ultimi anni, sia a dimostrare che da parte nostra non c'è nessun tipo di pregiudizio. Avremmo fatto di tutto per avere più donne nel concorso principale, ma senza venire meno al criterio fondamentale che è quello della qualità. Noi non scegliamo i film in base al genere delle registe e dei registi, ma in base alla qualità dei film stessi, è il nostro unico criterio".

Ch.Anglin--IP