Caldo e fragilità, 'in pronto soccorso più anziani soli e senza sostegno'
Accessi aumentati del 15% per ondate calore. Problema si lega con carenza di personale
Gli effetti del caldo estremo si fanno sentire in pronto soccorso con un aumento degli accessi che si conferma, come già a fine giugno con la prima ondata di calore, intorno al 10-15%. La situazione si intreccia anche con le difficoltà del personale sanitario. E farne le spese sono soprattutto le persone più fragili. "In questo periodo assistiamo al crollo di molti anziani soli, senza una rete familiare di sostegno, che finiscono per trascurare patologie di base e arrivano in ambulanza al pronto soccorso", spiega all'ANSA il vicepresidente della Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (Simeu), Mario Guarino. Il fenomeno, secondo la Simeu, evidenzia una crescente fragilità sociale: "Ci sono anziani abbandonati a se stessi e persone senza dimora che arrivano in ospedale non solo per un problema sanitario, ma anche per una mancanza di presa in carico sul territorio e di supporto familiare". A pesare, aggiunge Guarino, è anche la disomogeneità tra le Regioni: "Non tutte sono ugualmente pronte con case e ospedali di comunità e mancano ancora punti di riferimento territoriali adeguati". L'emergenza caldo, inoltre, non riguarda soltanto le temperature: "Parliamo spesso del calore, ma non teniamo abbastanza conto del tasso di umidità, che in alcune città, soprattutto più distanti dal mare e poco ventilate, può aggravare gli effetti sull'organismo", sottolinea Guarino, che dirige l'Unità operativa complessa della Medicina di Emergenza-Urgenza del Cto di Napoli. La situazione si inserisce in una carenza cronica del personale sanitario che si fa sentire soprattutto in estate, quando aumentano le richieste di ferie. "La carenza di medici e infermieri in pronto soccorso è ormai cronica e si acuisce in estate: molti rinunciano a fare ferie o sono costretti a turni doppi. Questo incide negativamente sulla qualità della vita", conclude Guarino.
P.Grannan--IP