The Irish Press - Dosso, 'Il calcio? Finalmente si parla di atletica'

Dosso, 'Il calcio? Finalmente si parla di atletica'
Dosso, 'Il calcio? Finalmente si parla di atletica'

Dosso, 'Il calcio? Finalmente si parla di atletica'

Oro mondiale indoor 60 m piani'nostri risultati stanno dimostrando che non siamo da meno'

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"Il calcio? In Italia si parlava soltanto di quello, calcio, calcio, sempre calcio. Con i nostri risultati stiamo dimostrando che l'atletica non è da meno, anzi! Finalmente l'attenzione si sta spostando sul nostro sport". Zaynab Dosso è un fiume in piena nella conferenza stampa ufficiale di World Athletics alla vigilia delle World Relays di Gaborone, l'evento mondiale dedicato alle staffette e ospitato per la prima volta dall'Africa, nel Botswana. La campionessa mondiale indoor nei 60 metri piani siede accanto ad altre stelle mondiali di primissimo ordine come l'eroe di casa Letsile Tebogo, la regina dello sprint giamaicano Elaine Thompson-Herah, il sudafricano Akani Simbine, l'olandese Lieke Klaver, dopo l'introduzione del presidente dell'atletica mondiale Sebastian Coe. Originaria della Costa d'Avorio, 'Za' si sente a casa: "Il Botswana è molto vicino alla casa dei miei genitori", ricorda l'azzurra, che sceglie di parlare in italiano. "L'anno scorso avevo promesso di scendere sotto i 7 secondi e di imparare l'inglese. Il primo obiettivo l'ho raggiunto, sul secondo ci sto lavorando…". A proposito di obiettivi, il primo è la qualificazione ai Mondiali di Pechino del prossimo anno prendendo per mano la staffetta 4x100 già a partire dalle batterie di domani (le formazioni ufficiali saranno comunicate poche ore prima della gara). Il suo oro di Torun può ispirare tutte le compagne e l'intera squadra: "Mi aspetto che la nostra squadra si diverta - aggiunge - la parte più importante è condividere emozioni, come abbiamo fatto cinque anni fa a Tokyo con quell'oro indimenticabile della 4x100 maschile. Siamo giovani, c'è sinergia, gareggiamo come se fossimo un'unica persona". Parlando degli obiettivi personali, le idee sono chiare: "Punto a infrangere il muro degli 11 secondi. Rispetto al passato sono molto diversa a livello mentale, mi caricavo di pressioni, aspettavo troppo da me stessa e in gara non si accendeva la macchina perché avevo già speso il 90% delle mie energie. Ora ho imparato a collegare la testa al corpo e posso scendere di molto sotto gli undici secondi".

O.McCarthy--IP