Musica e testo per una 'rivoluzione necessaria' al Sud, ecco Scetammuce
Brano e video dell'artista sannita Cosimo Fuggi fra asprezze e amore
(di Angelo Cerulo) Sembra provenire dai canti popolari di decenni fa, dalle lotte degli anni Settanta con le parole d'ordine dell'epoca e un po' vintage lo è se non altro per il particolare stile adottato, ma poi sia per l'utilizzazione della lingua dell'entroterra campano, con le sue asprezze e le sue nude verità, sia per il richiamo a temi attualissimi come la precarietà dell'esistenza che soffoca i giovani - 'i uagliuni' - allontanandoli anche dall'amore, il brano 'Scetammuce' (Svegliamoci) del cantautore sannita Cosimo Fuggi, è un potente e, nello stesso tempo, accorato messaggio a prendere in mano la propria vita. L'artista 73enne di Vitulano (Benevento) - un passato costellato di esperienze a partire dalla sua solida formazione musicale con il Gruppo di Ricerca Popolare del Sannio - spera di poter catturare l'attenzione delle fasce marginali della società anche con l'utilizzazione di una musica accattivante e ritmata. Il brano, accompagnato da un video della durata di 4' 33'', è pubblicato su YouTube. "Non solo i più deboli - dice il musicista all'ANSA - in realtà ho l'ambizione di pensare che le parole siano un messaggio universale ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte". Certo, il brano ha come protagonisti i giovani e le parole parlano chiaro: nella parte finale della canzone si richiamano termini come lavoro, dignità, libertà. "Concetti condivisibili da tutti non solo dai più giovani", afferma Fuggi; nel suo brano emerge quasi una sorta di 'rivoluzione necessaria' da fare al più presto nel Sud per cambiare le cose. Dunque, 'Jammo uagliù', è arrivato u mumento, jammo vedimm c'amma fa, scetammuce, 'a vita è a nostra...". Il treno passa e bisogna cogliere l'occasione: "Chi ha la pancia piena non può ascoltare le ragioni dei deboli - dice l'artista - serve uno scatto, una rivolta delle coscienze". Perfino l'amore viene messo in un angolo. "E' l'invito a darci una mossa - spiega - le parole non ci fanno mangiare. Questa storia deve finire perché " 'nato juorno è passato e 'cca nun cagna mai niente e nuie stammo sempe 'ncazzati". Un appello anche a 'non vendersi più' per uscire da una condizione nella quale 'nun pienze e nun tiene 'cchiù voglia e 'nu 'ppoco d'ammore'. Insomma, basta: "Vuttammo 'nterra 'mo a chi cumanna" ('buttiamo ora a terra chi comanda'). Un filo rosso lega la produzione musicale dell'artista: la canzone d'impegno legata ai valori della solidarietà e dell'amore. "C'è un grande bisogno di Amore - conclude il musicista - ma si deve partire dalla dignità e dalla prospettiva di futuro per i giovani: se non ci sono queste condizioni, tutto si perde nella sofferenza e nella rabbia. A chi non ha la forza, il coraggio, la voglia di lottare dico: Scetammuce".
P.Walsh--IP
