ANNA, "io come Ultimo ho successo perché uso stessa lingua di chi mi ascolta"
Esce il suo secondo album. "A Sanremo non mi ci vedo. All'estero? Preferisco l'Italia"
(di Claudia Fascia) Si dice sempre che il secondo album sia sempre il più difficile nella carriera di un artista. Lo potrebbe essere ancora di più se il primo ha messo uno dietro l'altro cinque dischi di platino. Ma non lo è se ti chiami ANNA, e se da due anni sei l'artista donna più ascoltata in Italia e vanti oltre 15 primi posti nella classifica dei singoli Fimi, oltre a essere entrata tra le 20 rapper più ascoltate al mondo su Spotify. "Sicuramente, dopo un disco che è andato così bene, capisci che l'ansia c'è, io, però, mi sento molto sicura di questo disco. Ci ho messo cuore e passione, che per me è la cosa più importante, e spero che questo arrivi, come era arrivato col disco precedente", racconta all'ANSA la giovane artista, classe 2003. Il primo lavoro lo aveva intitolato Vera Baddie, una rivendicazione della sua determinazione, della sua indipendenza, della sua capacità di imporsi. Il secondo, in uscita il 10 luglio anticipato dal singolo White Girl Wasted, è Million Dollar Babe di cinematografica memoria - "il nesso diretto non c'è, però non mi dispiace che ci sia un collegamento, perché è un po' nelle corde di come sono io" - e prosegue il racconto di una ragazza che ha imparato a riconoscere il proprio valore, senza cercare l'approvazione degli altri: un manifesto di forza, rivalsa e autodeterminazione. "Il cuore dell'album è che io sono sempre io. Quindi più o meno l'attitudine è la stessa di Vera Baddie, gli argomenti più o meno sono gli stessi perché la mia vita è un po' sempre la stessa: sala di registrazione, amici, serate - racconta la 22enne -. Però ho puntato tanto sull'evoluzione del suono che è un mischione di cose completamente diverse. Dal rap al pop. Non è un concept album: per me i dischi sono come delle cartelle che raccolgono il mio lavoro degli ultimi due anni. È un disco ispirato a certe sonorità degli anni Duemila con le quali sono cresciuta, nel quale ho sperimento molto di più rispetto al disco precedente dove restavo nelle chiavi rap: mi sono sentita più libera di osare. E ci sono dei feat che scoprete con artisti che ammiro: sono la ciliegina sulla torta". Il risultato è quello di un suono più internazionale, che le potrebbe far varcare i confini nazionali, ma ANNA per il momento preferisce il successo di casa. "Mi piace molto il pubblico italiano e non punto a diventare famosa altrove. Anche perché mi piace uscire dall'Italia e potermene stare tranquilla". Già, perché il successo ottenuto quando aveva 16 anni, sbancando con il brano Bando, le ha stravolto la vita. "Ho intrapreso questa strada quando ero molto piccola, non mi sento cambiata ma cresciuta. Certo, ho dovuto rinunciare a crearmi delle reti di connessione tipiche di quell'età: mi è mancata un po' la semplicità dell'adolescenza, ma successo e popolarità mi hanno dato l'autostima che ho oggi, oltre all'amore dei fan. La musica è sempre stata la matrice della mia vita e quindi poter fare io della musica mi fa sentire una persona completa". Il successo significa anche responsabilità. Quella di rappresentare qualcosa per chi ascolta. "Chi mi segue cerca rivalsa: credo di essere un esempio per le ragazzine. Hanno visto una ragazza normale diventare una cosa potente. Mi piace ispirare le ragazze e far pensare che chiunque può diventare una million dollar babe". Lo stesso concetto che ha portato Ultimo ha radunare 250mila persone in una spianata. "Lui ha una fanbase molto ampia, perché parla la stessa lingua delle persone che lo ascoltano. Non si mette su un piano superiore. Non è il mio stile, ma come artista bisogna riconoscergli che ha costruito un impero. Ci accumuna il fatto di essere semplicemente noi stessi, oltre i numeri, dai quali non mi sono mai fatta definire. I numeri sono un metro di misura ma non sono tutto". E vale anche per i concerti: "uno show da 250mila persone per me è un po' troppo dispersivo, preferisco avere i fan un po' più vicino. Quindi magari dividerei". In estate sarà protagonista di un tour estivo nelle arene, poi da fine novembre tornerà nei palasport. C'è tempo anche per il festival di Sanremo? "Il festival non mi rispecchia tanto. Lo guardo volentieri ma non mi ci vedrei".
D.Lynch--IP
