La rabbia dei fan di Bad Bunny, 'non vogliamo soldi ma un altro concerto'
Polemiche per la sicurezza, 'nessuno ci dava indicazioni, ippodromo inadeguato'
Non vogliono il rimborso, vogliono il concerto. A poche ore dall'annullamento dello show di Bad Bunny all'Ippodromo La Maura di Milano, i social sono stati travolti dalle proteste dei fan dopo la decisione di Live Nation di non riprogrammare la data cancellata a causa del violento temporale che ieri sera ha costretto all'evacuazione di circa 80mila persone. L'organizzatore ha annunciato il rimborso integrale dei biglietti, spiegando che "dopo aver compiuto ogni sforzo per riprogrammare l'evento" non è stato possibile trovare una nuova data e ribadendo che "la sicurezza di tutti i presenti è sempre stata la priorità". Parole che hanno scatenato centinaia di commenti sui social. "Il rimborso è il minimo. Dopo tutta questa attesa il concerto andava riprogrammato, magari in una location adeguata", scrive una fan. Un altro commento, tra i più condivisi, sintetizza il malcontento: "Rimborso? No. Vogliamo che venga riprogrammato. Abbiamo aspettato più di un anno questo concerto e ci meritiamo di vederlo a Milano". Ma è soprattutto il riferimento alla sicurezza a far discutere. "Evacuazione in sicurezza? Ma state scherzando? Gente ammassata che correva sotto il diluvio, con chicchi di grandine enormi. Dovete ringraziare il cielo che non ci abbia lasciato le penne nessuno", scrive uno spettatore. Un altro aggiunge: "Sono state le 80mila persone presenti a mantenere la lucidità e a trovare un'uscita da sole. Non c'era nessuno a dare indicazioni". In molti raccontano di essersi rifugiati dove potevano, tra bagni chimici, reti di protezione e fango, mentre la grandine continuava a cadere. "Persone che correvano ovunque, altre nascoste nei bagni chimici o sotto i teli. Altro che evacuazione in sicurezza", si legge in uno dei commenti. Le critiche investono anche la scelta della location. "Spero che l'Ippodromo non venga più usato per concerti di queste dimensioni", scrive un utente. E c'è chi mette a confronto l'organizzazione italiana con quella di altri eventi europei: "A Wembley, per Harry Styles, siamo stati accompagnati fino alla metropolitana da steward e polizia. Leggere quello che è successo a Milano fa davvero impressione".
T.Murray--IP