Bruno, il mio 'Funeral Party' unpolitically correct? Perché no
Presentato a Festa Roma il remake in sala dal 29 con 01
(di Francesco Gallo) "Non trovo che un film possa mai essere politicamente scorretto quando nel mondo c'è chi bombarda e uccide dei bambini e comunque non quando fai un film per ridere". Così alla Festa di Roma Massimiliano Bruno difende 'Un tranquillo funerale di famiglia', passato nella sezione Grand Public e poi in sala dal 29 ottobre con 01. Forte di essere l' adattamento di un'opera di successo come 'Funeral Party' di Frank Oz del 2007, il film é davvero un gran caravanserraglio di gag (alcune con una libertà oggi andata in disuso), equivoci assurdi, situazioni grottesche, colpi di scena e anche, infine, le morbosità che quasi naturalmente suscitano matrimoni e funerali. Di scena la ricca famiglia Mancuso che si riunisce per dare l'ultimo saluto al patriarca, recentemente scomparso, una persona importante, un onorevole. I due figli, la più modesta Daria (Claudia Pandolfi) e il vanitoso regista e sceneggiatore Riccardo (Pietro Sermonti), mentre presenziano la cerimonia nella sontuosa villa in Ciociaria non mancano di tirar fuori vecchi rancori. Quello che insomma dovrebbe essere un funerale solenne e tranquillo si trasforma ben presto in un vero e proprio caos. Compare a un certo punto anche un elegante uomo affetto da nanismo, che nessuno sa chi sia; c'è poi il perfido cugino (Diego Abatantuono) in carrozzina; c'è una naturopata involontariamente drogata (Beatrice Arneri). E ancora: un prete influencer, Don Mauro (Carlo Amleto) e una sconsolata vedova (Stefania Sandrelli). Sull'inserimento nel cast di due donne rispetto alla sceneggiatura originale dove i figli sono due maschi, dice Bruno: "Ho considerato che il livello comico non si sarebbe certo perso con questo cambiamento al femminile e poi volevo fortemente continuare a lavorare con Claudia Pandolfi con cui ho fatto i miei ultimi due film e ho un ottimo rapporto". "Per fortuna ci sono anche uomini che amano le donne! - dice la Pandolfi su questa scelta - . Abbiamo da sempre un po' ragionato sul fatto che le donne venissero poco raccontate, soprattutto il racconto era sempre dalla parte maschile, quindi questa è stata l'occasione di cambiare le carte in tavola. Il film originale io lo considero un cult, ha segnato un po' la mia adolescenza quel tipo di comicità così caustica e sottile". Per Stefania Sandrelli "finalmente un film in cui si ride e che volevo fare", mentre Diego Abbatantuono va giù diretto : "Il politicamente scorretto è la chiave di tutto, perché la comicità è legata proprio a questo modo di far ridere". Dice infine Pietro Sermonti: "Con tutto quello che succede e vediamo nel mondo non mi sembra che si debba avere paura di certe cose. Ora se un regista decidesse oggi di fare un film di questo genere applicando il politicamente corretto gli consiglio solo di cambiare mestiere. E poi in questo 'Un tranquillo funerale di famiglia' c'è la comicità fatta sia da giovani comici che da mostri sacri, una vera goduria". Nel megacast del film anche: Stefano Fresi, Edoardo Ferrario, Alessandro Mauthe, Giulia Vecchio, Dino Abbrescia, Carlo Buccirosso e Giovanni Iovino.
S.Daugherty--IP